1. Lo Stativo (Base e Braccio)
È lo “scheletro” del microscopio. Deve essere realizzato in leghe metalliche pesanti (solitamente ghisa o alluminio pressofuso) per assorbire le vibrazioni ambientali.
- La Base: Progettata a forma di “U” o a “Y”, ospita spesso l’elettronica e la sorgente luminosa. La sua massa impedisce spostamenti accidentali durante l’osservazione.
- Il Braccio: È la colonna portante che sostiene la testata ottica e il tavolino. Nei modelli moderni è ergonomico per permettere all’operatore di appoggiare i polsi mentre manovra le viti di messa a fuoco.
2. Il Tavolino Portaoggetti e il Traslatore
Il tavolino è la superficie dove avviene l’azione.
- Il Tavolino: Presenta un’apertura circolare per la luce. Può essere fisso o rotante (nei microscopi a luce polarizzata).
- Il Traslatore Meccanico: È un dispositivo montato sopra il tavolino dotato di due manopole coassiali. Permette di muovere il vetrino lungo gli assi X (destra-sinistra) e Y (avanti-indietro) con estrema fluidità. Spesso include una scala graduata (Nonio) per annotare le coordinate esatte di un dettaglio interessante e ritrovarlo in seguito.
3. Il Sistema di Messa a Fuoco (Viti Macro e Micrometriche)
Questo è il cuore della precisione meccanica. Entrambe le viti agiscono spostando verticalmente (asse Z) il tavolino o il tubo ottico.
- Vite Macrometrica: Serve per l’approccio rapido. Sposta il campione di diversi millimetri per giro. Si usa esclusivamente con gli obiettivi a basso ingrandimento ($4\times$ e $10\times$) per evitare che l’obiettivo urti e rompa il vetrino.
- Vite Micrometrica: Una volta trovato il “fuoco” approssimativo, questa manopola interviene con una precisione millesimale (spostamenti di circa $0,002$ mm per tacca). È fondamentale ad alti ingrandimenti, dove la profondità di campo è così ridotta che basta un respiro per andare fuori fuoco.
4. Il Revolver (Torretta Portaobiettivi)
È un meccanismo a scatto (clic-stop) che alloggia gli obiettivi.
- Precisione del Centro: La sua funzione meccanica più critica è la centratura: quando si cambia obiettivo ruotando il revolver, il centro del campo visivo deve rimanere quasi identico (paracentricità) e l’immagine deve restare quasi a fuoco (parafocalità). Se la meccanica del revolver è di bassa qualità, ogni cambio di obiettivo costringe a “inseguire” nuovamente il campione.
5. Il Tubo Ottico e la Testata
Il tubo collega l’obiettivo all’oculare.
- Testate Binoculari/Trinoculari: La meccanica interna qui include prismi e specchi. Molte testate permettono di regolare la distanza interpupillare (per adattarsi alla larghezza degli occhi dell’osservatore) e includono un anello di compensazione diottrica su uno degli oculari, per correggere eventuali differenze di vista tra l’occhio destro e il sinistro.